I pastori sardi, leader europei nella produzione di latte ovino e nell’allevamento di pecore al pascolo, adesso lanciano una nuova sfida al mercato della carne con l’agnellone pesante che vuole conquistare un mercato in espansione, sperimentando la linea pecora-agnello, più adatta anche ai terreni marginali e abbandonati oltre che ad un settore in cui è sempre più difficile trovare manodopera e l’età media sta crescendo (il 30% ha più di 70 anni).

Lo stanno facendo attraverso la partnership tra Distretto Rurale della Barbagia, Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp (Contas) e Agris Sardegna, l’agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione, con un progetto biennale in cui si stanno sperimentando degli incroci tra la pecora sarda e degli arieti di razze specializzate da carne con gli obiettivi di aumentare la produzione di carne (aumentando quindi il prezzo); eliminare dal mercato il 30% di agnelli da latte Igp nei mesi in cui il prezzo dell’agnello crolla (dopo le festività natalizie); implementare l’esportazione dell’agnello verso i mercati esteri.
SITUAZIONE ATTUALE. In Sardegna si allevano tre milioni di pecore. La quasi totalità sono razze da latte, è quella di razza Sarda è di gran lunga prevalente anche se negli anni recenti sono state introdotte anche altre razze ovine selezionate per la produzione di latte. Negli oltre 14mila allevamenti il reddito è ottenuto fondamentalmente dalla produzione del latte e in misura minore dalla vendita al macello degli agnelli eccedenti le esigenze di rimonta e le pecore di fine carriera. In Sardegna si macellano ogni anno circa 150 mila pecore a fine carriera e 1.150.000 agnelli, il 75% dei quali certificati come Agnello di Sardegna IGP.
LE OPPORTUNITÀ. “Il mercato delle carni ovine è in netta espansione sul mercato mondiale soprattutto nei paesi di cultura musulmana – afferma il presidente del Contas Battista Cualbu -. La valorizzazione di queste carni e dei loro sottoprodotti potrebbe rappresentare un’opportunità di diversificazione delle produzioni dell’allevamento ovino attraverso l’introduzione di modelli di allevamento dell’agnellone. I recenti studi di mercato, infatti, mostrano come ci siano ampi spiragli di mercato per le carni ovine soprattutto nei paesi di cultura araba i quali sono i principali consumatori mondiali di carne ovina. Alcuni analisti – continua Cualbu – riferiscono che lo sviluppo futuro di una filiera delle carni ovine nazionali deve indirizzarsi proprio verso questi paesi i quali mostrano particolare attenzione alle caratteristiche qualitative del prodotto e alle sue certificazioni. Tuttavia, questo mercato necessita di produzioni costanti durante l’anno con protocolli di produzione standardizzati e animali di maggior peso. Questa esigenza richiamata più volte anche dall’industria di trasformazione impone una parziale revisione dei sistemi di allevamento attualmente in uso in Sardegna. Questo progetto mira a rispondere a queste domande”.
LE ESIGENZE. “L’obiettivo è anche quello di sperimentare sul campo e promuovere la linea pecora-agnello – afferma il presidente del Distretto rurale Barbagia Efisio Arbau -, una novità assoluta per il settore che ripercorre quella ormai affermata dei bovini, la linea vacca-vitello”. Questa nuova linea, che si può portare avanti insieme agli allevamenti misti latte – carne, secondo Arbau “rappresenta una risposta a quel target di allevatori che sono in età avanzata (il 30% hanno più di 70 anni) ed hanno difficoltà, come altri pastori, a reperire manodopera per la mungitura delle pecore. Ma è anche un modello sostenibile che si adatta e si può realizzare nei territori marginali e abbandonati, dando nuove opportunità contro lo spopolamento delle terre e delle zone interne”.
Non solo il modello dell’agnellone risponde anche al mercato fluttuante dell’agnello da latte che dopo le festività natalizie vive due mesi di crisi: il mercato si satura non riuscendo ad assorbire l’offerta e facendo crollare il prezzo in media a 2,5 euro/kg che non riesce a coprire i costi di produzione del pastore. In questo modo invece si programmerebbero le nascite per fine dicembre superando quel periodo di crisi, perché per l’agnellone, le due linee che si stanno sperimentando, richiedono 50 e 95 giorni di vita.
“Con pezzatura di animali più grandi si possono ottenere prodotti lavorati di carne ovina innovativi per il mercato sia sul fresco, sia sullo stagionato – spiega il direttore del Contas Alessandro Mazzette -. Si potranno collocare sul mercato nuovi prodotti freschi e trasformati (omogenizzati, precotti, salami, salsicce, prosciutti) di agnelli leggeri, pesanti per il mercato tradizionale ed etnico”.
Da questi presupposti nasce l’idea del Distretto Rurale Barbagia, del Consorzio dell’Agnello Igp e dell’agenzia Agris Sardegna, che hanno voluto approfondire e studiare il settore per giungere ad un modello replicabile per l’allevamento di due linee di agnelli più pesanti nel rispetto del disciplinare dell’agnello Igp. Si tratta dell’agnello leggero F1 e agnello da taglio F1 (significa Prima Generazione Finale frutto dell’incrocio industriale per produzione carne tra due razze differenti).
Il progetto sperimentale proposto dai tre partner si sta sviluppando in due anni: iniziato il primo gennaio 2021 finisce il 31 dicembre 2022. La sperimentazione è in corso nel centro sperimentale Bonassai dell’Agris Sardegna in Sassari, mentre la seconda parte si terrà in degli allevamenti ordinari nel territorio del Distretto Rurale Barbagia.
“Nel primo anno del progetto nel centro Agris di Bonassai stiamo sperimentato degli incroci delle pecore di razza sarda con arieti da carne di razza Dorper, razza di origine sud africana, di piccola traglia, buona pascolatrice e il francese Ile de France per provare ad innestare la produzione di agnelloni da carne negli allevamenti da latte senza creare problemi alla principale rimonta, cercando di far convivere nello stesso allevamento le due linee: quella da latte e quella da carne – spiega Maria Sitzia, responsabile del progetto e responsabile del settore scientifico sistemi di allevamento Agris . Stiamo sperimentato queste due linee paterne in due epoche di parto diverse: una stagione riproduttiva con salti a maggio e nascite e allevamento degli agnelli F1 tra novembre e febbraio; il secondo con i salti a settembre e allevamento degli agnelli F1 tra marzo e giugno. Verranno prodotti agnelli della tipologia Leggero e da Taglio, nel rispetto del disciplinare dell’agnello Igp di Sardegna. L’agnello da taglio F1 di 95 giorni con un peso della carcassa di 13,6 kg e l’agnello leggero F1 di 50 giorni per 8 kg di carne”. La sperimentazione di Bonassai vuole approfondire tutti gli aspetti relativi all’allevamento quali gli accrescimenti degli agnelli sottoposti a diversi piani alimentari principalmente basati sul pascolo, le rese alla macellazione, le caratteristiche chimico – nutrizionali e sensoriali della carne. “Il progetto sperimentale – afferma Efisio Arbau – sta confermando che la produzione della carne negli ovini di razza sarda può essere sensibilmente incrementata con l’impiego delle tecniche di allevamento (svezzamento + ingrasso)”.
“Il successo di questo nuovo prodotto – conclude Battista Cualbu – passa solo attraverso accordi preventivi di filiera che ne garantiscano la vendita finale. Gli allevamenti da pecore da latte possono integrare il reddito destinando il 20% delle pecore per le due linee da carne mentre l’80% rimane destinato alla quota di rimonta ed al tradizionale agnello da latte”.

Dopo le festività oltre il crollo del prezzo è andato in corto circuito anche la rilevazione prezzi Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), ente pubblico economico che si occupa anche della trasparenza e conoscenza dei mercati agroalimentari. I bollettini con i prezzi medi della carne di agnello delle diverse piazze italiane, nel post festività, hanno pubblicato dei prezzi errati che hanno creato non pochi malumori nel mondo allevatoriale sardo già provato dal crollo del 47% del prezzo dell’agnello dopo Natale.

Un errore macroscopico in cui i prezzi erano in tutte le piazze gli stessi giorni di prima di Natale (in media più alti del 30% di quelli del momento) a differenza della Sardegna dove erano invece presenti i prezzi reali. Unica eccezione Sassari dove era presente un prezzo più alto del 40% rendendo ancora più evidente l’errore dell’Istituto.

Su segnalazione del Contas del 4 gennaio Ismea ha risposto che “a causa di un problema di aggiornamento dei dati, sono stati esposti per poche ore e limitatamente ad alcune piazze, i medesimi prezzi della settimana precedente”.

LE PROPOSTE. “A seguito delle anomalie rilavate sulle quotazioni Ismea – commenta il direttore del Contas Alessandro Mazzette – diventa fondamentale la costituzione di una Commissione Unica sui prezzi gestita dalla Regione Sardegna sull’esempio di quella già presente a livello nazionale per la carne suina, composta dai rappresentanti della filiera che costruisca dei bollettini ufficiali sui prezzi all’origine e all’ingrosso da praticare nella settimana successiva alla quotazione. Questa garantirebbe maggiore trasparenza a tutta la filiera”.

Il Contas ha già presentato la proposta al Ministero e nei prossimi mesi potrebbe già istituirsi. La Commissione sarebbe composta da 5 allevatori e 5 macellatori.

Oltre alla Commissione prezzi il Contas lavora anche per un Consorzio di Secondo livello che gestisca le vendite dei prodotti. Oggi in Sardegna c’è molta disaggregazione. Gli allevatori in modo spontaneo da qualche anno stanno cercando di aggregarsi intorno alle Cooperative o con gruppi che gestiscono le aste per le vendite (modalità che ha rivoluzionato le vendite) dall’altra, anche tra i macellatori, oltre ai quattro operatori più strutturati che gestiscono circa il 50% delle macellazioni, ci sono una miriade (circa 30) di operatori.

“La Cooperativa di Secondo livello consentirebbe di aggregare tutta la filiera – spiega il presidente del Contas Battista Cualbu –. In questo modo si avrebbero maggiori garanzie per tutti a cominciare dagli allevatori ma allo stesso tempo consentirebbe di strutturare e programmare meglio le produzioni e le vendite, riuscendo in questo modo ad assorbire il prodotto nel periodo di scarsa vendita”.

 

Dopo l’exploit delle prime tre settimane di dicembre 2021 con il prezzo dell’agnello di Sardegna Igp arrivato alle quota media di 5,22 euro/kg (pagato al pastore a peso vivo) nell’ultima settimana dello stesso mese il prezzo è crollato del 47%, passando a 2,78 euro/kg e registrando una perdita di fatturato sui 33.296 agnelli macellati (in quella settimana) di 751.490 euro. Il prezzo medio è passato da 49,6 euro ad agnello (peso vivo) a 25,7 euro.

I MOTIVI. Il sensibile calo è legato in parte al calo dei consumi post Natale sul mercato Italiano che non riesce ad assorbire tutte le produzioni sarde. Questo ha inoltre portato ad incrementare le vendite nel mercato Spagnolo dove le esportazioni nell’ultima settimana di dicembre sono passate dal 10-15% al 30-35%. Mercato spagnolo che ha registrato un calo drastico delle quotazioni fino al – 55% rispetto ai prezzi pagati per Natale.

La Sardegna è ovviamente quella più penalizzata dal calo dei consumi mentre gli effetti sulle altre piazze italiane sono meno impattanti e riescono al momento a sputare (con numeri di macellazioni irrisori) prezzi migliori rispetto a quelli sardi. Nell’ultima settimana di dicembre la Sardegna infatti produce oltre il 70% degli agnelli su base nazionale. Stessa situazione rilevata anche nelle prime 3 settimane di gennaio. Dalle elaborazioni del Contas sui dati della Bdn risulta che in Sardegna dall’1 al 19 gennaio sono stati macellati 79.815 agnelli mentre nelle altre regioni della Penisola si arriva a 39.085.

“In queste particolari condizioni di mercato – evidenzia il direttore del Contas Alessandro Mazzette – l’export nel mercato spagnolo diventa l’unica soluzione per la vendita o svendita del nostro prodotto. Per questo come Consorzio da alcuni anni stiamo proponendo di regimentare l’offerta attraverso per esempio la costruzione di celle di congelamento che permettano di spostare la vendita delle carni nei periodi di maggiore richiesta”.

LA SEGNALAZIONE. Questo comunque non giustifica in maniera esaustiva un crollo verticale del prezzo all’origine. Per questo il Contas il 4 gennaio scorso ha inviato un report dettagliato informando ufficialmente il Ministero delle Politiche Agricole sulla situazione venutasi a verificare nel mercato dell’agnello di Sardegna Igp che ha fortemente penalizzato gli allevatori, per una eventuale indagine sull’intera filiera distributiva nazionale anche alla luce delle nuove norme, la cosiddetta legge sulle pratiche sleali, che tutela il produttore in quanto favorisce le filiere equilibrate.

 

PRIMO RAPPORTO TRASPARENZA AGNELLO DI SARDEGNA IGP

 

PER L’AGNELLO IGP DI SARDEGNA IL 2021 È STATO IL MIGLIORE DEGLI ULTIMI 20 ANNI

 

Il 2021 è stato il migliore degli ultimi 20 anni per l’agnello sardo con un fatturato all’origine di +9% rispetto all’anno prima quando gli agnelli macellati sono stati di più (+6%).

È quanto emerge dal Primo Rapporto Trasparenza dell’Agnello di Sardegna Igp presentato dal Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp (Contas) questa mattina a Macomer.

LA FILIERA AGNELLO IGP DI SARDEGNA è composta da oltre 5 mila aziende zootecniche distribuite su tutto il territorio regionale, a cui si aggiungono 35 imprese di macellazione e della distribuzione. La provincia con il maggior numero di aziende è quella di Nuoro con il 32% dei soci (1.594 iscritti), a cui seguono Sassari con il 28% (1.425 aziende), Cagliari con il 21% (1045) e Oristano con il 19% (936).

All’interno del Consorzio di registra una buona presenza della componete femminile con 845 donne (17%) che per la prima volta nella ventennale storia del Consorzio sono finalmente presenti da dicembre nel nuovo Consiglio di Amministrazione con Maria Francesca Serra.

La filiera produce circa 4.500 tonnellate di carne all’anno e sviluppa un fatturato alla produzione di oltre 36 milioni di euro e al consumo di circa 68 milioni di euro.

CRESCE LA FILIERA IGP. “Dalle statistiche del Contas sulle macellazioni 2021 – afferma il direttore del Consorzio Alessandro Mazzette – emerge che mentre sul totale degli agnelli macellati si registra un calo di oltre il 6% rispetto all’anno prima (1.030.635 del 2021 rispetto a 1.091.846 del 2020) in quelli certificati Igp si riporta un aumento dello +0,4% (757.905 capi macellati nel 2021 rispetto ai 755.325 del 2020). Quelli certificati Igp di Sardegna rappresentano il 76% del totale dato che dimostra che ormai le quotazioni di prezzo sulla piazza regionale sono legate esclusivamente al prodotto IGP che fa da traino all’agnello convenzionale permettendogli di trovare ancora un posizionamento sul mercato, seppur in forte contrazione”.

Nell’anno solare appena concluso, nonostante la contrazione del 6% nelle macellazioni si è riscontrato un +9% nel fatturato all’origine grazie alla crescita del prezzo registrata nelle prime settimana di dicembre (mese in cui si vendono oltre il 30%). Il prezzo dell’agnello pagato al pastore dal 1 al 24 dicembre è cresciuto rispetto agli stessi giorni del 2020 del 31%. E’ stato infatti pagato in media a 5,22 euro/kg (peso vivo pagato al pastore) con 362.140 agnelli macellati ed un fatturato di 17.958.522 euro. Mentre nel 2020 il prezzo medio è stato di 3,98 euro/kg, con 405.887 agnelli macellati ed un fatturato di 15.346.588 euro.

L’emergenza pandemica del Covid ha avuto un effetto importante sulle scelte del consumatore sempre più attendo ai prodotti certificati e a quelli di prossimità. A questo effetto sul consumo si è aggiunta la carenza di prodotto estero sul mercato nazionale causata dagli alti costi di trasporto e dalle problematiche legate alla logistica. Questa situazione di mercato ha avuto un effetto positivo sulle quotazioni delle carni d’agnello nazionali che in alcuni casi hanno registrato degli aumenti di prezzo superiori al 30% rispetto allo stesso periodo del 2020. Particolarmente richiesto l’agnello di Sardegna IGP che ha fatto registrare nei volantini della grande distribuzione un differenziale di prezzo pari a circa 2 euro/kg rispetto all’agnello nazionale.

Due agnelli su tre che finiranno nelle tavole degli italiani per Natale saranno marchiati Igp di Sardegna. È quanto emerge da un report del Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp (Contas) che quest’anno taglia il traguardo dei 20 anni dalla sua fondazione, con oltre 5mila soci confermandosi di gran lunga la principale realtà dell’agnello da latte in Italia.

Secondo il Contas a Natale si macellano poco meno del 50 per cento del totale degli agnelli dell’annata (400mila capi), il 40 per cento dei quali nell’ultime settimana prima di Natale. Di questi circa il 25 per cento volano in Spagna, che si conferma principale mercato estero natalizio.

“L’agnello di Sardegna Igp è presente nei banchi frigo delle principali insegne distributive italiane, dove quest’anno di troverà il doppio logo comunitario che identifica l’Igp di Sardegna anche nelle vaschette – afferma il direttore del Contas Alessandro Mazzette -. Riscontriamo un andamento positivo delle vendite in tutte le Regioni italiane, sia in quelle in cui storicamente si consuma l’agnello da latte, su tutte Sardegna e Lazio, ma anche in quelle in cui si ha meno tradizione come Lombardia e Piemonte. I consumatori cercano sempre di più quello marchiato Igp come confermano anche i macellatori che per oltre il 90 per cento hanno richieste di solo agnello Igp. Significa che la scelta dei prodotti da portare a tavola è sempre più consapevole e ponderata”.

Il Contas anche quest’anno ha intensificato i controlli sia nei banchi frigo che nei macelli a garanzia dell’allevatore e del consumatore che ha cosi la certezza di ciò che acquista.

“Acquistando l’agnello da latte marchiato Igp di Sardegna si ha la certezza di portare a tavola un prodotto nato, allevato e macellato nell’Isola seguendo un determinato disciplinare – afferma il presidente del Contas Battista Cualbu –. L’invito è di leggere bene le etichette e scegliere sardo, facendo in questo modo un acquisto anche etico visto che si tratta di prodotti locali, a km0 e si contribuisce a sostenere l’economia locale”.

Il Consorzio di Tutela dell’Agnello Igp di Sardegna è secondo nel bando europeo Agri promotion, su 52 progetti approvati (142 quelli presentati) all’interno della linea Simple (affiancata alla linea Multi Programs in cui sono stati approvati altri 33 progetti). Un podio a maggioranza italiana poichè al primo posto si è classificato il Consorzio Zampone e Cotechino Modena Igp: le due eccellenze italiane si sono posizionate davanti alle più importanti filiere di produzione agroalimentare europee.

Il bando, i cui risultati ufficiali sono stati pubblicati qualche giorno fa, al Contas ha assegnato 481mila euro circa di finanziamento per azioni di promozione dell’Agnello di Sardegna IGP.

Bando a cui è stato possibile partecipare a inizio anno con un progetto che contiene elementi di marketing e comunicazione e che produrrà i suoi effetti per 36 mesi.

In totale sono stati assegnati in tutta Europa finanziamenti per 85.852.297 euro per i simple program e a 86.982.481 euro per i multi su un budget totale disponibile di 173.400.000 euro.

“La campagna di promozione Igp, che abbiamo pensato e studiato per la partecipazione a questa importante gara è stata ritenuta idonea perché promuove un prodotto in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo – spiega il direttore del Contas Alessandro Mazzette -, poiché promuoviamo l’Agnello di Sardegna Igp, ritenuto dalla Commissione sostenibile e con un ruolo importante per ciò che riguarda il settore  agroalimentare, e altrettanto importante per la sostenibilità climatica e ambientale”.

L’Agnello sardo Igp ha praticamente ottenuto punteggi altissimi nella valutazione generale, nella pertinenza del progetto di promozione, nella qualità delle azioni da intraprendere. Ha ottenuto inoltre il massimo punteggio per la valutazione dell’impatto della campagna a livello europeo, “poiché il programma ha una portata significativa – si legge nella griglia di valutazione – e ha il potenziale di accrescere la domanda”.

“Si tratta di un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi – commenta il presidente del Contas Battista Cualbu -, poiché per la prima volta il Contas ottiene un riconoscimento importantissimo a livello europeo. L’assegnazione del finanziamento non solo permette la realizzazione di azioni che hanno come obiettivo la crescita del settore e del prodotto stesso, ma rappresenta anche una certificazione importantissima al settore agropastorale sardo indirettamente riconosciuto come uno dei più sostenibili d’Europa grazie all’Agnello di Sardegna Igp”.

Il Consorzio per la tutela della IGP agnello di Sardegna indice un bando di gara per la selezione, mediante Procedura Competitiva Aperta, di un organismo di esecuzione incaricato della realizzazione delle azioni rivolte al raggiungimento degli obiettivi previsti nell’ambito del programma triennale “Agnello di Sardegna IGP: buono, sano, garantito” (acronimo “IGPAgnelloDiSardegna”), che si svolgerà in Italia e che riguarderà la IGP Agnello di Sardegna come specificati nel Capitolato Tecnico.

Le Società/agenzie in possesso dei requisiti previsti dalla normativa ed indicati nel capitolato (a titolo non esaustivo: Agenzie o Società esperte in attività di PR, Promozione, Informazione, Organizzazione eventi, Pubblicità e Campagne Stampa, Attività presso i punti vendita) sono invitate a presentare un’offerta (proposta tecnica) come da istruzioni indicate nella documentazione scaricabile riportata di seguito.

DI SEGUITO SI RIPORTA LA DOCUMENTAZIONE SCARICABILE:

 

DURATA DEL PROGRAMMA  36 mesi

 

BUDGET COMPLESSIVO COSTI AZIONI€ 481.449,62

 

Termine per il ricevimento delle offerte

Data: 10/01/2022

Ora locale: 12.00

 

Per contatti:

Dott. Alessandro Mazzette email: direttore@agnellodisardegnaigp.it

Cell. 3341013034

Tel. 078570435

 

 

Da venerdì 3 e fino al 15 dicembre, si possono presentare nei Centri di assistenza Agricoli (CAA) le domande per i 9 euro ad agnello marchiato Igp del Fondo per la Competitività delle filiere istituito con Decreto dal Governo per attenuare le perdite del settore agricolo a causa del Corona virus.

L’aiuto è riconosciuto in base al numero di capi ovini registrati nella BDN, tra il primo marzo e il 30 aprile 2020 ed è riservato alle carni di agnello macellate e certificate IGP (9 euro a capo) e per quelli non IGP nati, allevati e macellati in Italia (in questo caso il premi scende a 6 euro a capo).

Questo intervento interesserà circa 160.000 agnelli certificati Igp di Sardegna per un totale di 1,4milioni di euro che vanno a sommarsi a quelli presentati lo scorso anno (170mila agnelli per un totale di oltre 1,5milioni di euro) ed in pagamento dai primi di dicembre (l’anticipo del 70%).

Il settore ovino infatti ha usufruito di questa misura nel biennio 2020 – 2021 per un totale di 7,5 milioni di euro: 3,5 lo scorso anno e 4 milioni per il 2021.

Questo intervento extra si somma a quello annuale destinato in questo caso solo agli Agnelli Igp che ha assegnato 6 euro a capo del premio accoppiato, già liquidati a luglio, per un totale di 4,5 milioni.

“E’ un intervento per il quale come Consorzio ci siamo battuti. L’integrazione ottenuta, in un momento difficile, sommata a quella del premio accoppiato rappresenta una cifra importante, circa 6 milioni di euro in un anno” afferma il presidente del Contas Battista Cualbu.

La Sardegna fa la parte del leone, ed in particolare gli agnelli marchiati Igp, a cui andranno in due anni circa 3 milioni di euro sui 7,5 stanziati a livello nazionale sia per gli ovini Igp (in Italia sono tre: oltre alla Sardegna, l’Abbacchio Romano e l’agnello del Centro Italia) che per gli agnelli nati, allevati e macellati nella Penisola non Igp.

“Questo conferma da una parte l’orientamento delle Istituzioni a supportare quegli allevamenti che certificano Igp e dall’altra la sempre maggiore forza dell’Agnello di Sardegna Igp che oggi aggrega oltre 4.500 allevatori” sottolinea il direttore del Contas Alessandro Mazzette.

“Anche il mercato ormai guarda quasi esclusivamente agli agnelli certificati Igp – ricordano Battista Cualbu –  per questo è fondamentale continuare ad allargare la base sociale ed includere tutti gli allevatori sardi. Inoltre – precisa – i costi di certificazione a carico degli allevatori (per gli agnelli Igp) vengono interamente rimborsati attraverso i fondi previsti nella Misura 3 del PSR – sottomisura 3.1, che incentiva la nuova adesione di agricoltori ai regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari”.

I circa 4.500 soci del Consorzio dell’Agnello di Sardegna Igp hanno confermato Battista Cualbu, 55 anni presidente. Lo hanno fatto attraverso le assemblee parziali di novembre che si sono svolte a Tramatza per i soci delle province storiche di Cagliari e Oristano e di Macomer per le provincie di Sassari e Nuoro. Questa mattina invece a Borore l’assemblea generale composta dai delegati di ogni provincia ha eletto il nuovo Consiglio di amministrazione che per la prima volta nella storia del Consorzio vede anche la presenza di una donna Mariafrancesca Serra di Usellus. Insieme a lei e Battista Cualbu sono stati eletti anche Leonardo Salis di Dorgali, Roberto Tuveri di Guspini, Tonino Cera San Nicolò D’Arcidano, Francesco Pala di Ozieri (tutti in rappresentanza degli allevatori), insieme a Francesco Forma di Borore e Antonello Milia di Bortigali per i macellatori e Felice Contu di Selargius per i porzionatori. Da statuto, infatti, il Cda deve essere rappresentato dal 66% da allevatori, 17% macellatori e 17% macellatori. Immediatamente dopo la nomina da parte dell’assemblea il Consiglio di amministrazione si è riunito ed ha eletto all’unanimità Battista Cualbu presidente.

Per Cualbu, presidente regionale di Coldiretti, si tratta di una conferma che arriva dopo sei anni (la prima elezione avvenne nell’ottobre del 2015) in cui il Consorzio ha registrato una crescita esponenziale sia in soci che in capi certificati oltre ad una reputazione, credibilità e autorevolezza nel campo della carni a livello nazionale grazie ai tanti progetti messi in campo sia per quanto riguarda la commercializzazione (con nuovi tagli e la presenza in oltre il 90% delle più importanti insegne nazionali della grande distribuzione). Oggi il mercato chiede quasi e solo esclusivamente agnello a marchio Igp (oltre il 90%) ed anche gli interventi istituzionali (nazionali e regionali) danno priorità assoluta a questi.

Dal 2015 ad oggi il numero dei soci è cresciuto del 70% con + 1.847 unità, passando da 2.641 a 4.488.

“Proseguiremo nella strada tracciata negli ultimi sei anni con un consiglio espressione di tutte le Organizzazioni agricole – è il primo commento di Battista Cualbu -. Il lavoro di questi anni è certificato dai numeri ed frutto di una lavoro di rete e di sinergie con tante realtà: istituzioni, scuole, mondo associazionistico e gli altri Consorzi Igp”.

Il 2021, nonostante le difficoltà della blue tongue, registra nuovamente dei numeri record con crescita sia delle certificazioni che del prezzo, numeri che di solito per le leggi del mercato sono diametralmente opposti: alla crescita del primo scende il secondo e viceversa. Si registra invece a novembre il raddoppio delle certificazione con un aumento significativo del numero di agnelli certificati con + 20% rispetto al 2020 (101.900 capi rispetto agli 85.434 del 2020) e un + 70% rispetto al novembre 2019 (quanto i capi certificati furono 60.126). Crescita del numero dei capi certificati accompagnato da un aumento del prezzo di quasi il 25%: dai 3,98 euro al kg (peso vivo) pagati al pastore nel novembre 2020 ai 4,95, in media, pagati quest’anno nello stesso mese (dati Ismea).

“Risultati ottenuti anche grazie al grande lavoro di vigilanza che abbiamo intensificato sensibilmente – rimarca il presidente Battista Cualbu – che ci vede collaborare pure con gli altri Consorzi Igp dell’agnello del Centro Italia e dell’Abbacchio Romano. La tutela del marchio è fondamentale e per questo l’appello è sempre rivolto agli allevatori che non certificano: tutti insieme siamo più forti”.

Prot. 910/P del 29/10/2021

Ai soci CONTAS

Oggetto: CONVOCAZIONE ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA

Il Presidente, su delibera del Consiglio di amministrazione del 23.09.2021, visti gli artt. 18, 19, 20, 21,22, 23 dello statuto, visti gli adempimenti previsti dalla normativa vigente in merito all’approvazione del bilancio chiuso al 31/12/2020, visto l’art.19 dello Statuto vigente che prevede che le assemblee generali, ordinaria e straordinaria, siano costituite dai delegati eletti nelle assemblee parziali,

INFORMA CHE:

1- L’Assemblea ordinaria parziale dei soci con le aziende ubicate nel territorio delle Provincie storiche di CAGLIARI e ORISTANO si terrà in presenza presso Sala riunioni dell’Hotel l’Anfora Str. statale 131 Km 103 – 09070 – Tramatza (OR) in data 10/11/2021 ore 11.00.

2- L’Assemblea ordinaria parziale dei soci con le aziende ubicate nel territorio delle Provincie storiche di SASSARI e NUORO si terrà in presenza presso Sala riunioni “Ex Caserme Mura” Padiglione Tamuli, in Viale Gramsci (fronte CONAD) – Macomer in data 12/11/2021 ore 11.00.

Con il seguente Odg:

1) Comunicazioni del Presidente;

2) Relazione su attività di promozione e valorizzazione marchio 2020;

3) Discussione bilancio 2020 e relazione Collegio sindacale;

4) Rinnovo cariche sociali;

5) Elezione dei delegati per l’assemblea generale ordinaria del 03 dicembre 2021;

6) Varie ed eventuali;

Per la partecipazione ogni socio dovrà accreditarsi alla segreteria organizzativa scrivendo all’indirizzo mail:

– info@agnellodisardegnaigp.it

almeno 48 ore prima dell’inizio dei lavori, indicando nel testo nome, cognome, codice fiscale e codice ASL dell’azienda. Ad ogni socio accreditato saranno fornite tutte le informazioni necessarie per la partecipazione. In accordo con le normative COVID vigenti, per partecipare è necessario essere muniti di Green Pass.

3- L’Assemblea generale ordinaria che si svolgerà presso la sala riunioni del Ristorante “Le Cupole” Loc. San Lussorio, 1 08016 Borore (NU) il giorno 3/12/2021 alle ore 4:00 in prima convocazione e il giorno 3/12/2021 alle ore 11.00 in seconda convocazione col seguente OdG:

1) Comunicazioni del Presidente;

2) Relazione su attività di promozione e valorizzazione del marchio 2020;

3) Approvazione bilancio 2020 e relazione Collegio sindacale;

4) Rinnovo cariche sociali: elezione Consiglio di Amministrazione

5) Rinnovo collegio sindacale;

6) Varie ed eventuali.

In accordo con le normative COVID vigenti, per partecipare è necessario essere muniti di Green Pass.

IMPORTANTE

Il bilancio chiuso al 31/12/2020 e le relative relazioni del Collegio sindacale, la ripartizione delle quote capo/certificato erga omnes, il regolamento di voti delle cariche sociali e le specifiche sui voti attribuiti alle varie categorie ai sensi dell’art. 20 dello Statuto vigente sono consultabili e reperibili presso la sede del Consorzio in Via Giov. Maria Angioy, 13 a Macomer dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.30, martedì e giovedì dalle 16.00 alle 18.00.

Ogni socio può presentare la sua candidatura a delegato all’assemblea parziale almeno 48 ore prima dell’inizio dei lavori, all’indirizzo PEC info@pec.agnellodisardegnaigp.it indicando nome, cognome, codice fiscale e codice ASL dell’azienda. Ogni socio può farsi rappresentare da un altro Socio mediante delega scritta, con allegata copia del documento di riconoscimento. Non sono ammesse più di una delega per ciascun socio. Le deleghe dovranno essere inviate alla PEC info@pec.agnellodisardegnaigp.it 48 ore prima dell’inizio dei lavori assembleari. Vi ricordiamo inoltre che possono partecipare all’assemblea soci e socie in regola con l’iscrizione al Consorzio.

Visto lo stato emergenziale e al fine di garantire i criteri di rappresentanza, il numero di delegati per l’assemblea generale è stato limitato a n. 40 a seguito di delibera del CDA con il criterio di 1 delegato ogni 400 voti rappresentati. In base a tale criterio l’attribuzione dei delegati, in proporzione ai capi certificati da ogni singola provincia storica, è di 13 delegati per la provincia storica di Sassari, 12 delegati per quella di Nuoro, 9 per Cagliari e 6 per la provincia storica di Oristano.

Considerata la rilevanza degli argomenti da trattare e l’importanza del contributo di idee di ogni socio/a vi raccomandiamo la massima e fattiva partecipazione.

Macomer, 29.10.2021

Il Presidente
Battista Cualbu

Scarica Pdf della convocazione a questo link.