Si informano tutti gli allevatori che sul sito https://www.vetinfo.it/ è possibile scaricare l’APP per la gestione del MOD 4 (ex foglio rosa) informatizzato.
L’app “Modello 4”(ex foglio rosa) è scaricabile solo da chi è già in possesso di un account per accedere al portale VETINFO ed abilitato all’accesso alle anagrafi zootecniche.
Dal 2 settembre 2017, il MOD 4 (ex foglio rosa) deve essere compilato solo in formato elettronico, con le modalità previste dal decreto del Ministero della Salute del 28 giugno 2016.
Tuttavia, informiamo tutti gli allevatori che ogni singola spedizione di agnelli destinati alla macellazione, deve essere accompagnata da una copia cartacea del MOD 4 (ex foglio rosa) regolarmente firmata dal Detentore e dal Trasportatore al momento del carico, nell’apposito spazio a pag. 2 del MOD 4 (ex foglio rosa).
Il MOD 4 deve contenere inoltre una menzione che qualifichi gli agnelli inviati al macello come conformi ai fini della IGP, a titolo di esempio la menzione può essere la seguente:
“Agnelli idonei per la IGP Agnello di Sardegna” o “IGP di Sardegna”
L’assenza della menzione comporterà il non riconoscimento della partita ai fini della certificazione IGP .
Tale menzione potrà essere inserita digitalmente o manualmente.
A seguito di varie criticità riscontrate lo scorso anno, si consiglia agli allevatori di conservare una copia cartacea del MOD 4, regolarmente sottoscritta al momento del carico degli agnelli, presso la sede dell’allevamento o presso la sede legale dell’azienda.
Inoltre, ricordiamo che su tutti gli agnelli destinati alla produzione IGP di Sardegna, deve essere apposta una marca auricolare di colore verde, contenente il codice aziendale assegnato dalla ASL e un numero progressivo che identifica ogni singolo agnello.
La filiera della pastorizia si candida ad avanguardia nei processi di mitigazione dei cambiamenti climatici, e attraverso modelli produttivi ecosostenibili mira a raggiungere l’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas serra del comparto ovino sardo entro i prossimi 10 anni.
E’ l’obiettivo del progetto europeo “SheepToShipLIFE”, finanziato dal programma LIFE, strumento dell’Unione europea per la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità: “come un laboratorio a cielo aperto, stiamo sperimentando in Sardegna un modello di mitigazione dei cambiamenti climatici trasferibile in Europa” spiegano dal CNR-IBE (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la BioEconomia, sede di Sassari) che coordina il progetto in partnership con Agris, Laore, l’Assessorato Regionale della difesa dell’Ambiente, dipartimenti di Agraria e di Scienze economiche e aziendali dell’Università di Sassari ‘l’Ispaam, Istituto per il Sistema Produzione Animale in Ambiente Mediterraneo dello stesso CNR, con il supporto di portatori di interesse quali il Consorzio per la Tutela dell’I.G.P. Agnello di Sardegna.
La Sardegna è stata scelta come area di intervento del progetto in quanto rappresentativa del comparto ovino Mediterraneo: da sola conta oltre il 40% del patrimonio ovino italiano. Il sistema di allevamento sardo vanta inoltre un altro primato, essendo la prima regione Mediterranea in cui l’allevamento ovino è quasi esclusivamente di tipo estensivo.
“L’Europa, con circa 100 milioni di capi allevati nel 2011, è seconda al mondo per numero di pecore. La produzione prevalente degli allevamenti è la carne, seguita da latte e lana. Tuttavia, a partire dal 2003 la produzione di latte di pecora in Europa ha registrato un costante incremento – pari al 2.1% nel decennio 2003-2013 – a fronte di una diminuzione del numero di capi e della produzione di carne rispettivamente del – 4% e – 10.5%”.
Gli studi del progetto SheepToShip LIFE evidenziano come “le relazioni tra l’allevamento ovino e le emissioni di gas serra sono poco studiate, nonostante la continua crescita a livello mondiale dei piccoli ruminanti e il rilevante interesse dei consumatori verso i prodotti di origine ovi-caprina.
La strategia del progetto prevede interventi di mitigazione su scala aziendale volti a “la riduzione delle emissioni dei ‘gas serra’, riducendo i costi di produzione ma senza incidere sui livelli di produttività, e incrementandone la redditività”.
La strategie elaborate per raggiungere questi obiettivi (-20% di emissioni di gas serra con l’incremento delle redditività negli ovili entro nel 2030) hanno seguito un approccio multidisciplinare che è stato presentato mercoledì scorso (29 luglio) a Macomer nella sede del Consorzio per la Tutela dell’I.G.P Agnello di Sardegna, durante un focus group che ha coinvolto circa 30 tra pastori tecnici, e una delegazione delle istituzioni partner del progetto.
Il piano è stato declinato su una serie di tecniche di mitigazione che prevedono: incremento dell’efficienza riproduttiva del gregge, portando la fertilità media del gregge da circa il 75% al 99%, attraverso protocolli specifici (es. protocollo Sementusa); a questo consegue dunque un incremento dal 6 al 21% nella produzione di latte e del 40% circa della produzione di carne. Tra le altre tecniche di mitigazione, il miglioramento nella produzione dei foraggi in azienda, con tecniche di agricoltura conservativa che riducono i costi e le ore di lavoro ma migliorano la durata e la qualità dei pascoli, a vantaggio anche del valore nutrizionale e proteico dei foraggi, che così più apprezzati e digeribili dagli animali, contribuiscono alla riduzione delle emissioni di metano dei ruminanti, tra le voci maggiormente impattanti sul bilancio delle emissioni di CO2.
“I pastori lavorano in simbiosi con la natura – sostiene il presidente del Contas Battista Cualbu -, ma è anche un mondo, come dimostra questo progetto, che non si sottrae e si confronta sempre di più con la ricerca per migliorare l’efficienza dei propri allevamenti sia dal punto di vista economico che ambientale. Questo nonostante tutte le problematiche e gli ostacoli che quotidianamente si affrontano sia con una filiera distorta che spesso non riconosce una equa remunerazione ai propri prodotti e con una burocrazia cieca che ostacola l’iniziativa imprenditoriale”.
“Il progetto “SheepToShip LIFE” – evidenzia il direttore del Contas Alessandro Mazzette – si muove sulla stessa linea del Consorzio e ci aiuta nella direzione di un miglioramento delle produzioni che mira al mantenimento della qualità delle carni che caratterizza l’Agnello di Sardegna I.G.P. e alla sostenibilità ambientale del comparto ovino dell’Isola”.
Da ieri, 29 maggio, e fino al 15 giugno, si possono presentare nei Centri di assistenza agricoli (CAA) le domande per i 9 euro ad agnello marchiato Igp del Fondo per la Competitività delle filiere istituito con Decreto dal Governo per attenuare le perdite del settore agricolo a causa del Corona virus.
L’aiuto è riconosciuto in base al numero di capi ovini registrati nella BDN, tra il primo marzo e il 30 aprile 2019. Ed è riservato per le carni di agnello macellate e certificate IGP (9 euro a capo) e per quelli non IGP nati, allevati e macellati in Italia (in questo caso il premi scende a 6 euro a capo).
Questo intervento interesserà 170mila agnelli certificati Igp di Sardegna per un totale di 1.530.000 euro.
Il settore ovino usufruirà di questa misura sia nel 2020 che nel 2021, per un totale di 7,5 milioni di euro: 3,5 quest’anno (quasi la metà dei quali andranno agli agnelli Igp sardi) e 4 milioni per il 2021. Questo intervento si sommerà ai 2 milioni di euro del fondo indigenti, destinati per omogeneizzati di agnelli.
“E’ un intervento chiesto e voluto dal nostro Consorzio – afferma il presidente del Contas Battista Cualbu -. La Sardegna fa la parte del leone, ed in particolare gli agnelli marchiati Igp, a cui andranno quasi la metà dei 3,5 milioni destinati al settore in tutta Italia. A questi inoltre, come tutti gli anni, si sommeranno anche i circa 6 euro a capo che arriveranno dal premio accoppiato, per un totale, con i due interventi di 5.600.000 euro”.
Agli agnelli sardi non Igp, invece andranno quest’anno circa 468mila euro destinati a 77.991 mila agnelli macellati tra il primo marzo e il 30 aprile 2019.
“Ancora una volta emerge l’importanza della certificazione Igp che hanno sempre di più una corsia preferenziale rispetto a quelli convenzionali – sottolinea il direttore del Contas Alessandro Mazzette –, oltre ad essere sempre di più preferiti dal consumatore che vedono preferiscono la rassicurazione certificata della provenienza e del rispetto di un disciplinare di produzione”.
Tra l’altro – ricordano dal Consorzio – i costi di certificazione a carico degli allevatori (per gli agnelli Igp) vengono interamente rimborsati attraverso i fondi previsti nella Misura 3 del PSR – sottomisura 3.1, che incentiva la nuova adesione di agricoltori ai regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari.
Il consorzio dell’agnello di Sardegna Igp punta a rafforzare ancora di più la sua base, in una prospettiva di crescita economica che gli permetta di imporsi sulla concorrenza, sempre più agguerrita, e riunisca sotto un unico simbolo tutti gli allevatori della Sardegna. Per questo sta per partire una nuova campagna di adesione al sistema di certificazione Igp, rivolta a quel 30% di allevatori sardi che ancora non hanno aderito. “Il 70% degli allevatori sardi marcia unito sotto il simbolo dell’agnello igp di Sardegna – spiega il presidente del Contas Battista Cualbu – un segnale già forte, che ci permette di distinguerci rispetto alle produzioni concorrenti del resto del mondo, perché ci poniamo sul mercato con una presenza che piano piano stiamo conquistando. Ma questo non basta: bisogna che tutti gli allevatori sardi si identifichino in quel simbolo. Non è solo una questione di prezzo e di convenienza immediata, ma di lungo termine: occorre che tutti i consorziati abbiano consapevolezza che questo può garantire la sopravvivenza stessa della filiera”. La qualità e gli ottimi prodotti, uniti a una buona comunicazione e promozione, non bastano di fronte a concorrenti spietati, che stanno puntando sulla produzione di carne ovina sempre più richiesta a livello mondiale. “L’adesione al circuito certificato IGP da parte degli allevatori non si rivela difficile dal punto di vista tecnico – spiega invece il direttore del Contas Alessandro Mazzette entrando nei dettagli tecnici della iscrizione e sui vantaggi attuali derivanti dall’ottenere la certificazione – e neppure nel sostenimento dei costi di certificazione i quali vengono interamente rimborsati attraverso i fondi previsti nella Misura 3 del PSR – Sottomisura 3.1, che incentiva la nuova adesione di agricoltori ai regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari. Il sostegno viene erogato come sovvenzione concessa a titolo di incentivo per la prima partecipazione ai regimi di qualità, sotto forma di pagamento annuale, in base ai costi di certificazione realmente sostenuti ed in base ai giustificativi di spesa che attestano sia l’ammontare che la natura dei costi, per un periodo massimo di cinque anni. L’aiuto è concesso per un importo pari al 100% delle spese ammissibili sostenute.
Ricordiamo inoltre che per gli agnelli certificati IGP ogni anno è prevista una premialità di circa 6 Euro/capo attraverso la misura comunitaria del “Sostegno accoppiato”. Per le annate 2019 e 2020 per gli agnelli macellati a marzo e aprile si aggiungeranno ulteriori 9 Euro/capo percepiti attraverso il “Decreto Competitività”, istituito dal Governo Italiano per attenuare le perdite del settore agricolo a seguito dell’emergenza Corona virus.
Sul sito internet https://agnellodisardegnaigp.eu/come-iscriversi/ potete scaricare la documentazione richiesta per l’iscrizione. Gli uffici del Consorzio sono a vostra diposizione ai numeri 078570051 – 078570435 per qualsiasi informazione.
A partire dal 14 Aprile 2020 è possibile consultare l’elenco degli Agnelli IGP di Sardegna macellati e certificati nell’annualità 2019.
Il giorno 8 maggio 2020 l’ente di controllo IFCQ , trasmetterà ad Agea i dati relativi agli agnelli macellati e certificati. Per questo motivo è opportuno che gli allevatori verifichino il numero dei propri agnelli venduti e macellati nel corso del 2019 e comunicare (ENTRO IL 7 MAGGIO) eventuali errori presenti sull’elenco agli uffici del Consorzio di Tutela ai numeri telefonici: 078570051 o 078570435.
IMPORTANTE. A seguito del DM 3 aprile 2020 n. 3432 per la stessa annualità (2019), oltre al premio accoppiato di circa 6 euro a capo, è previsto un ulteriore aiuto pari a 9 euro a capo macellato e certificato IGP nel periodo dal 1° marzo al 30 aprile.
Gli allevatori potranno verificare il proprio numero di agnelli nella sezione dedicata in questo sito.
Nel rendiconto sono contenute tutte le giornate del 2019 con le singole vendite effettuate da ogni azienda. Scaricando l’elenco, sarà possibile quindi fare la ricerca con il proprio codice aziendale o con la propria partita iva.
“E’ necessario che i pastori verifichino quanto prima se il numero dei conferimenti della tabella IFCQ corrisponde ai dati in suo possesso – avvertono il presidente ed il direttore del Consorzio agnello di Sardegna Igp Battista Cualbu e Alessandro Mazzette -. Nel caso di difformità è necessario chiamare ai nostri uffici per verificare l’errore ed eventualmente correggerlo. Questo va fatto prima dell’8 maggio prossimo dopodiché i dati saranno trasmessi ad Agea”.
Il Consorzio di tutela dell’Agnello di Sardegna Igp ha segnalato alla repressioni frodi di Milano (ICQRF) la presenza in un supermercato di una coscia di agnello di Sardegna Igp che indica in etichetta come origine (allevato e macellato) Grecia.
Si tratta di un evidente errore legato all’origine a seguito dell’uso improprio di un codice da parte dell’operatore.
Il Consorzio ha già chiesto ufficialmente al supermercato bolle, fatture e tracciabilità.
Nelle frodi, l’etichettatura del prodotto non presenta errori tanto palesi, non avrebbe senso mettere come paese di origine la Grecia .
Il Consorzio, inoltre, come chiede il ministero delle Politiche Agricole farà delle verifiche anche sul prezzo (15,99 al kg) perché appare ingiustificato rispetto alle quotazioni di mercato all’origine e all’ingrosso.
Il ministero, infatti, ha attivato un apposito indirizzo mail (pratichesleali@politicheagricole.it), nella quale organizzazioni agricole, associazioni di produttori e altri soggetti aggregati possono segnalare potenziali pratiche sleali di mercato nella filiera.
Un servizio per poter scovare chi pensa di poter approfittare di questa fase di emergenza per distorcere i rapporti di filiera.
Trecento famiglie di Sassari riceveranno in dono per Pasqua l’agnello sardo Igp. E’ l’iniziativa dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nanni Campus in collaborazione con il Consorzio di Tutela dell’agnello di Sardegna Igp (Contas).
“Tra le azioni messe in campo dall’amministrazione comunale – afferma il sindaco di Sassari Nanni Campus – riveste una particolare importanza, anche come simbolo di solidarietà, l’iniziativa che stiamo attivando in collaborazione con il Consorzio dell’Agnello Igp e grazie al contributo finanziario della raccolta fondi promessa da Dinamo, Nuova Sardegna e Banco di Sardegna”
L’amministrazione comunale acquisterà tramite il Contas gli agnelli che poi attraverso la Caritas saranno distribuiti a trecento famiglie.
“Un gesto che apprezziamo, dal forte valore simbolico – commenta il presidente del Contas Battista Cualbu -. Anche altre amministrazioni con modalità diverse hanno scelto di dare il proprio contributo alla causa. Questi momenti ci stanno insegnando tante cose, e tra queste il valore del cibo locale: economico, ambientale, sociale oltre che identitario e culturale. Ne dobbiamo trarre insegnamento anche per il futuro, cominciando dalle mense pubbliche e dalle istituzioni che dovrebbero investire molto di più sul cibo a km0”.
Per ogni agnello marchiato Igp macellato dal primo marzo al trenta aprile 2019 i pastori sardi riceveranno quest’anno 15 euro a capo. Ai circa sei euro del premio accoppiato che ricevono ogni anno si aggiungeranno altri 9 euro a capo grazie al Fondo per la Competitività delle filiere istituito con Decreto dal Governo per attenuare le perdite del settore agricolo a causa del Corona virus. Agli agnelli non Igp, nati, allevati e macellati in Italia, sempre per lo stesso periodo, andranno invece 6 euro a capo.
Dei 29,5 milioni totali per tutta Italia del Decreto, 7,5 andranno settore ovino, suddivisi nell’annualità 2020 – 2021: 3,5 nel 2020, 4 nel 2020. Che si vanno a sommare ai 2 milioni di euro del fondo indigenti, destinati per omogeneizzati di agnelli.
Dei 3,5 milioni del 2020, alla Sardegna andranno 1.600.000 destinati a 177.778 agnelli marchiati Igp macellati tra marzo e aprile 2019.
Complessivamente con l’accoppiato a luglio gli allevatori che certificano i propri agnelli Igp di Sardegna riceveranno 5.600.000 euro.
Agli agnelli sardi non Igp, invece andranno quest’anno circa 468mila euro destinati a 77.991 mila agnelli macellati tra il primo marzo e il 30 aprile 2019.
“E’ un intervento che abbiamo fortemente voluto come Consorzio – commenta il presidente del Contas Battista Cualbu – un intervento importante in un momento difficile per l’allevamento in cui si stanno registrando molte perdite, come del resto per tuti gli altri settori. Ci auguriamo adesso che questa misura sia estesa anche al settore caprino”.
“La premialità è riservata agli agnelli macellati tra marzo e aprile del 2019 ed è biennale – spiega il direttore del Contas Alessandro Mazzette – e si sommerà al premio accoppiato. Inoltre è esteso, nella misura di 6 euro a capo, anche agli agnelli non Igp, dove la condizione è che siano nati, allevati e macellati in Italia, per evitare di destinare fondi anche a quelli importati dall’estero”.
Il Corona Virus non può e non deve fermare i consumi alimentari dei nostri prodotti, specialmente quelli legati alla tradizione di questo periodo, per questo a Pasqua si può e si deve mangiare l’agnello.
Un prodotto che in media viene cucinato da 4,5 italiani su 10 proprio nel giorno di Pasqua, quando solitamente si ritrovano a consumarlo in famiglia. Certo quest’anno le lunghe tavolate non si potranno tenere, ma la tradizione potrà essere comunque rispettata grazie alla bontà delle carni d’agnello presenti sul mercato e alla tecnologia, che in questo periodo ci viene in soccorso facendoci sentire meno soli.
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A pensarla così è l’Assonapa (Associazione Nazionale della Pastorizia) insieme ai tre Consorzi di tutela dell’agnello Igp Italiani (di Sardegna, Abbacchio Romano e del Centro Italia) alla vigilia della Giornata Mondiale della Pastorizia che si terrà domani.
Nulla ci vieta infatti di acquistare questi prodotti, presenti sul mercato anche in piccole porzionature per assecondare il consumo di carne fresca anche da parte di persone sole o famiglie formate da due persone. Tutte le macellerie d’Italia inoltre offrono il servizio di consegna a domicilio, per cui come tutti i beni di consumo alimentare, è possibile avere direttamente a casa i tagli e le quantità desiderate.
Quello dell’agnello è un comparto importante per l’Italia, dal forte valore ambientale, sociale, economico, storico che coinvolge in tutto lo stivale ancora 60mila allevamenti nonostante nell’ultimo decennio il “gregge Italia” sia passato da 7,2 milioni di pecore a 6,2 milioni perdendo un milione di animali.
Pastorizia guardiana del nostro territorio, che si fregia del riconoscimento Unesco assegnato alla transumanza e di quello per il Pastoralismo, quest’ultimo in Sardegna grazie al canto a tenore (2008) espressione della tradizione pastorale.
“L’emergenza sanitaria ci impone quest’anno di stare da soli – dice il presidente di Assonapa e del Consorzio dell’agnello Igp di Sardegna Battista Cualbu – ma non per questo dobbiamo rinunciare né alla Santa Messa che possiamo seguire in tv o online ma neppure all’agnello e alla condivisione con gli amici e parenti attraverso un grande pranzo virtuale che ci unisce tutti grazie alle nuove tecnologie”.
La Pasqua rappresenta uno dei momenti più importanti per i pastori per la vendita degli agnelli insieme al Natale, ma il periodo di grave difficoltà per l’emergenza sanitaria in corso, potrebbe mettere a rischio, secondo le stime dei Consorzi di tutela, oltre 20 milioni di euro. In questo momento ci sono pronti 350 mila agnelli da latte e di questi 150mila sardi (100mila dei quali marchiati Igp di Sardegna), 25mila circa Abbacchio Romano Igp e 12mila Centro Italia Igp.
“Il valore aggiunto in questo momento è rappresentato dalla solidarietà reciproca – sostiene il presidente del Consorzio dell’Abbacchio Romano Igp, Natalino Talanas – insieme possiamo sconfiggere questo virus e insieme possiamo sostenere la nostra economia, a cominciare dal consumo di prodotti made in Italy, quindi anche dei nostri agnelli”.
“Assonapa e i tre consorzi sollecitano quindi una tempestiva campagna di promozione del consumo di prodotti made in Italy: sarebbe un aiuto concreto per l’economia pastorale – spiega il presidente del Consorzio di tutela dell’Agnello del Centro Italia, Virgilio Manini –. Occorre incentivare per Pasqua il consumo dell’agnello italiano, rispettando la nostra tradizione”.
E se le tavole non saranno affollate non per questo si deve rinunciare all’agnello che tra l’altro si può acquistare porzionato. “Grazie ai nuovi tagli non è necessario, soprattutto quest’anno – evidenzia Battista Cualbu – acquistare un agnello intero, ci sono diversi tagli e si può acquistare solo quello che serve. Inoltre grazie alle nuove tecnologie, e visto che dovremmo anche rinunciare soprattutto per pasquetta, alle gite in campagna e alle arrostite, si può, senza rinunciare alla qualità, scegliere anche l’agnello precotto, pronto con 20 minuti in forno”.
Mangia locale non è solo uno slogan ma un appello accorato per attenuare le grosse perdite al quale sta andando incontro la filiera dell’agnello sardo.
L’emergenza sanitaria del Coronavirus rischia di trascinare nel baratro le principali filiere della nostra economia agricola. Fra queste sicuramente quella dell’agnello che in vista della Pasqua rischia una ennesima perdita stimata dal Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp oltre 7 a livello regionale (20milioni di euro a livello nazionale).
“Siamo a ridosso di Pasqua, che insieme al Natale rappresenta il momento di maggior consumo dell’agnello – dice il presidente del Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp Battista Cualbu -. Attualmente sono pronti 350 mila agnelli da latte, 150mila dei quali Igp di Sardegna. Solo con l’aiuto di tutti possiamo scongiurare l’ennesima calamità per i pastori”.
Il Consorzio è attivo su più fronti.
“Stiamo chiedendo interventi straordinari ed immediati al Governo per promuovere misure di sostegno urgenti per l’agnello da latte italiano come l’ammasso privato ed un premio alla macellazione con regole trasparenti e condivise che tutelino allevatori e macellatori” evidenzia il presidente del Contas Battista Cualbu.
“Ma occorre anche attivare con urgenza una campagna di promozione per incentivare il consumo dell’agnello italiano all’insegna del claim: ‘Salva le tradizioni tipiche della nostra cultura e aiuta i pastori italiani’ sostengono Cualbu e Carlo Siciliani presidente Uniceb (Unione importatori esportatori industriali, commissionari grossisti ingrassatori macellatori spedizionieri carni bestiame e prodotti derivati).
Ma l’appello è anche alla grande distribuzione e agli italiani: “quest’anno sarà una Pasqua anomala per tutti – sostiene Battista Cualbu – ma non per questo dobbiamo rinunciare di portare a tavola il simbolo della festività pasquale, l’agnello. Compriamo italiano, compriamo l’agnello con il marchio Igp di Sardegna, rispetteremmo la tradizione e sosterremmo concretamente i pastori. Allo stesso tempo chiediamo un impegno ai supermercati e i punti vendita affinché facciano squadra e promuovano l’agnello Igp di Sardegna”.


