“Un momento difficile che richieste la collaborazione di tutti. L’emergenza del Coronavirus riguarda tutti indistintamente e tutti nel nostro piccolo dobbiamo dare il nostro contributo”.

E’ quanto sostiene il Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp (Contas) attraverso il presidente Battista Cualbu ed il direttore Alessandro Mazzette.

Nonostante l’emergenza sanitaria proseguono normalmente le attività della filiera dell’agnello di Sardegna Igp. Nei primi 10 giorni di Marzo sono stati macellati in Sardegna circa 40 mila agnelli, 72% dei quali certificati come Igp. Di questi, il 70% è finito sul mercato nazionale mentre il 30% è stato esportato in Spagna (circa 12 mila) che come ogni anno in questo periodo assorbe buona parte degli agnelli macellati nell’isola.

“Fino ad ora non abbiamo registrato rallentamenti – spiega il direttore del Contas Alessandro Mazzette – i dati ci dicono che non si sono verificate variazioni significative nelle contrattazioni e nei consumi rispetto agli scorsi anni. Tuttavia, le notizie che arrivano dalla Spagna in merito alla diffusione del Coronavirus nella provincia di Madrid potrebbero creare un rallentamento temporaneo dell’export”.

“Come Consorzio stiamo monitorando attentamente la situazione al fine di informare in maniera puntuale tutti gli operatori della filiera – dice Battista Cualbu -. Ci appelliamo alla grande distribuzione affinché scelga e dia priorità nei propri banchi all’agnello di Sardegna Igp e a tutti i prodotti locali. Appello che rivolgiamo anche ai consumatori. E’ il momento della responsabilità e dell’unità da parte di tutti e la scelta dei prodotti del territorio assicurano un ritorno immediato alle nostre aziende e quindi all’economia del territorio, oltre che il consumo di cibo garantito e genuino”.

Per ridurre al minimo il rischio di contagio del COVID-19 in base alle direttive emanate con il Dcm del 08/03/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vi comunichiamo che il nostro ufficio rimarrà CHIUSO AL PUBBLICO fino a nuove direttive.
Le attività degli uffici seguiranno comunque gli orari consueti. Per ogni informazione o comunicazione potete rivolgervi ai numeri di telefono 078570435 – 70051 oppure al cellulare 3341013034 (anche su Whatsapp) o via e-mail
all’indirizzo: info@agnellodisardegnaigp.it

Scusandoci per il disagio vi ringraziamo per la collaborazione

Il Presidente Il Direttore
Battista Cualbu Alessandro Mazzette

Lo certifica il rapporto 2019 Qualivita-Ismea, sui prodotti agroalimentari a marchio. La Sardegna è anche la Regione tra food e wine a marchio che cresce di più tra il 2017 e 2018 in tutta Italia in valore economico generato, con un + 32,5%, 408milioni nel 2018 rispetto ai 308milioni del 2017, e si classifica al decimo posto (tra le Regioni della Penisola) come valore assoluto generato. Ed è tra le prime otto regioni per quanto riguarda solo il food, 271milioni rispetto a 191milioni del 2017, con una crescita record in percentuale del 41,4% (nessuno ha fatto meglio).
Sassari si distingue invece come provincia italiana anche nella crescita tra il 2017 e 2018 con un + 41 milioni di euro che la posizionano (in questa classifica) al quarto posto insieme a Taranto.
Dal rapporto emerge che tutte le province in Italia hanno una ricaduta economica dovuta alle filiere DOP IGP Food e/o Wine, in un sistema che caratterizza tutto il Paese e genera un valore diffuso fra piccole realtà produttive e grandi distretti, anche se la concentrazione del valore è forte soprattutto in 5 regioni del Nord Italia in cui si supera 1 miliardo di valore alla produzione generato dalle IG. Sono Veneto (3,90milioni di euro), Emilia-Romagna (3,41milioni), Lombardia (1,96 milioni), Piemonte (1,23 milioni), Toscana (1,11 milioni).
Sul settore della carni fresche certificate aumentano gli operatori e le produzioni. A trascinare il settore nell’Isola è l’unica Igp, l’agnello di Sardegna Igp che si classifica al primo posto (come regione) in Italia per valore generato (26,8 milioni di euro), seguita da Toscana (18,9 mln), Lazio (11,7 mln), Marche (9,6 mln) e Umbria (9,4 mln). La Sardegna porta a casa anche il primo posto come provincia Italiana con Sassari.
Le carni fresche certificate DOP IGP, registrano una produzione oltre le 14mila tonnellate per un valore all’origine di 91 milioni di euro (+2,8% su base annua) e di 195 milioni al consumo (-0,9%) e con 10.370 operatori. Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP è la produzione principale il cui valore alla produzione sfiora i 48 milioni di euro, segue l’Agnello di Sardegna IGP (26,8 mln), l’Abbacchio Romano IGP (9,8 mln), l’Agnello del Centro Italia IGP (4,5 mln) e la Cinta Senese DOP (2,4 mln).
“Il rapporto Qualivita – Ismea conferma ancora una volta il valore aggiunto del marchio Igp e del nostro agnello per l’economia del territorio sardo – afferma il presidente del Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp Battista Cualbu -. E lo è anche come garanzia per i consumatori che sanno di acquistare un prodotto genuino, sostenibile di cui si conosce l’origine”.
“Sono dati importati che arrivano da una fonte autorevole – afferma il direttore del Contas Alessandro Mazzette -. Questo ci sprona ancora di più a proseguire e migliorare il lavoro messo in campo dal Consorzio a tutela del prodotto e di conseguenza del produttore e del consumatore”.

Sostenibilità a 360 gradi per l’Agnello di Sardegna Igp: ambientale, sociale, culturale e sanitario, per questo partecipa a pieno titolo al primo master sull’allevamento sostenibile.

Il Consorzio di tutela dell’Agnello di Sardegna Igp (Contas), infatti, è sponsor del primo mini- master dedicato alle “Carni Sostenibili”, organizzato dal Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, per diffondere un approccio consapevole alle proteine animali, è pensato per gli studenti, i dottorandi e gli specializzandi universitari, per i professionisti del settore – agronomi, veterinari, medici e nutrizionisti – e per i giornalisti.

Il corso, che si tiene a Sassari, si concluderà domani con l’ultima sessione di lezioni in cui si affronteranno gli importanti temi della Salute, Etica e Comunicazione.

Sostenibilità che per la produzione agricola sarda d’eccellenza viene rispettata grazie al fatto che l’agnello sardo si nutre con il solo latte materno da pecore allevate all’aperto nel rispetto del benessere animale.

La Sardegna è la prima regione del Mediterraneo in cui si pratica l’allevamento degli animali al pascolo, con pecore che si nutrono per l’80% dalle essenze foraggere spontanee o coltivate rendendo inscindibile il legame dell’elevata qualità delle carni e dei prodotti caseari e dalle forme paesaggistiche in cui sono ottenuti.

Il paesaggio sardo è forgiato dal pascolamento. La pratica plurimillenaria della pastorizia ha forgiato i tratti salienti del nostro paesaggio. Tutela e preserva la biodiversità. E’ una pratica fortemente legate al territorio, in cui gli animali sono allevati all’aperto rispettando il benessere. L’agnello, ha per questo, il sapore di Sardegna e veicolano sostanze ad azione benefica dovute proprio al pascolamento di essenze erbacee naturali.

Non solo. I prodotti derivanti da animali che pascolano hanno effetti positivi sulla salute dell’uomo, perchè sono ricchi di sostanze nutraceutiche. E le pecore sarde hanno una predisposizione genetica che favorisce questo arricchimento dovuto all’azione di selezione del pastore avvenuta nei millenni per le pecore che presentavano una più marcata attitudine al pascolamento. Queste sostanze sono trasferite all’uomo. Il Cla, contenuto nel latte, è trasferito completamente nel formaggio e nella carne senza perdite. La prova l’abbiamo anche dall’alto numero di centenari. L’elisir della longevità è dovuta, secondo la scienza, a una particolare predisposizione genetica dei sardi ma anche al loro modo di vivere (socialità/rapporti) e all’alimentazione.

Ed ancora. Il comparto si fregia anche di due riconoscimenti Unesco. Quello sardo del Pastoralismo, che riconosce il suo valore storico, culturale, identitario ed ambientale. Oltre al recente riconoscimento ottenuto dalla transumanza, ugualmente simbolo della sostenibilità ambientale, ma anche culturale e sociale di questo comparto.

“Il curriculum dell’agnello oltre a riportare di essere il simbolo del nostro agroalimentare – sottolinea il presidente del Contas Battista Cualbu – si fregia anche del titolo di sostenibilità che va declinato in tutte le sue sfaccettature e non solo quello ambientale. Come Consorzio stiamo lavorando affinchè lo sia anche dal punto di vista economico, oltre che per il sistema circostante in cui è allevato, anche per l’allevatore, il custode del territorio e di questo inestimabile patrimonio. Anche questa partnership ha questo obiettivo, aiutando a divulgare la cultura della nostra eccellenza, attraverso la formazione”.

“È significativo – spiega il direttore del Contas Alessandro Mazzetti – che queste informazioni vengano divulgate in un contesto universitario dove sono stati invitati a parlare alcuni fra i più autorevoli esperti del settore zootecnico e dell’alimentazione umana”.

Sarà ancora una volta l’agnello il principe delle tavole per Natale. Sarà presente in quasi un tavolo su due in Italia e oltre 6 su 10 in Sardegna.

Lo dice il Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp che attraverso il presidente Battista Cualbu sottolinea che “a tavola sarà rispettata anche quest’anno la tradizione, con quelli marchiati sempre più protagonisti. Quello sardo che gode dell’Identificazione geografica protetta cresce, infatti, del 5% rispetto allo scorso anno a conferma che il consumatore è sempre più attento nell’acquisto sull’origine e dunque sulla qualità andando sul sicuro scegliendo quelli certificati”.

La novità degli ultimi anni è invece il taglio: solo il 10% dei consumatori, come lo scorso anno, lo acquistano, infatti, intero o a mezzene, il 90% invece lo preferisce in vaschette nei tagli coscia, spalla o carrè.

“Il consumatore non cambia le sue preferenze gastronomiche – evidenzia il direttore del Contas Alessandro Mazzette – ma modifica la quantità, fatto questo dovuto alla crisi economica e alle famiglie meno numerose. Allo stesso tempo preferisce acquistare di meno ma di qualità”.

Per le festività natalizie sono stati macellati in Sardegna circa 200 mila agnelli, il 75% dei quali è marchiato Igp, con una crescita del 10% nelle macellazioni e del 15% sul prezzo pagato al pastore.

L‘85% degli agnelli macellati per Natale finirà sul mercato nazionale, il restante sul mercato spagnolo e portoghese.

“Occorre prestare sempre attenzione all’etichetta perché la frode è sempre dietro l’angolo – avvertono dal Contas rinvolti ai consumatori -. Se scegliete di comprare un agnello sardo questo deve avere il doppio bollino: quello verde in cui è raffigurato l’agnello stilizzato e il tondo giallo-blu che connota l’Indicazione geografica protetta. Mentre nelle confezioni deve essere riportata in etichetta la dicitura “Agnello di Sardegna Igp”. Nessun altro agnello può fregiarsi di questo marchio e non è neppure consentito scrivere agnello sardo. Se riscontrate una non conformità non esitate a contattare il Consorzio inviandoci anche un whats app al numero 334.1013034”.

Sono positivi i primi dati dell’annata appena cominciata per l’agnello di Sardegna Igp. A dirlo è il Consorzio di tutela dello stesso agnello marchiato Igp, che ha raccolto e diffuso i dati del mese di novembre.
Il prezzo dell’agnello sardo Igp registrato a novembre rispetto allo stesso mese dello scorso anno segna + 16%: il prezzo massimo del mese scorso era di 4,50 euro/kg rispetto ai 3.88 del 2018.
In crescita anche il numero degli agnelli macellati, che a novembre hanno sfiorato i 60mila con una crescita del 10% rispetto al 2018, il 75% dei quali sono marchiati Igp, + 5% rispetto al 2018.
Trend che fa ben sperare e che conferma gli sforzi del Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp (Contas) già in campo con i controlli anti-tarocco e per la promozione dell’agnello di Sardegna Igp su tutto il territorio nazionale in vista delle festività natalizie in occasione delle quali si stima che il 50 % del totale degli agnelli allevati nell’isola saranno destinati al mercato nazionale ma anche estero.
“Finalmente anche il mercato premia il lavoro e la strategia che stiamo attuando come Consorzio a tutela del consumatore e del pastore sia con la vigilanza (importante il lavoro fatto sulle contraffazione nell’ultimo anno a livello nazionale) che con la promozione degli agnelli marchiati Igp con una serie di iniziative locali oltre che con presenza sulle migliori fiere internazionali – afferma il presidente del Contas Battista Cualbu -. Il consumatore sta privilegiando l’acquisto di prodotti a marchio e nazionali perché da una parte sta recependo la campagna sulla qualità della carne di agnello sardo nutrito con il solo latte delle madri allevate al pascolo semi brado. E dall’altra, appunto, privilegiano il prodotto a marchio perché sono più tutelati e garantiti sull’origine del prodotto”.
“Per questo ci appelliamo ai consumatori perché acquistino l’agnello di Sardegna Igp – sottolinea il direttore del Contas Alessandro Mazzette -. E’ necessario prestare attenzione all’etichetta. Nell’agnello intero deve essere presente il doppio bollino: quello verde in cui è raffigurato l’agnello stilizzato e il tondo giallo-blu che connota l’Indicazione geografica protetta. Mentre nelle confezioni deve essere riportata in etichetta la dicitura Agnello di Sardegna Igp. Questa è una garanzia per il consumatore. Nessun altro agnello può fregiarsi di questo marchio e neppure è consentito scrivere agnello sardo. Ma è necessaria anche la collaborazione del consumatore che deve segnalarci le non conformità scrivendo o chiamando al Consorzio o semplicemente inviandoci anche dei messaggi whats app al numero 334.1013034”.
Ma l’appello del Contas è rivolto anche a tutti gli allevatori affinché chi ancora non è iscritto e non certifica i suoi agnelli Igp lo faccia il prima possibile: “per rendere certificabile è controllabile tutta la produzione degli agnelli in Sardegna. Solo il marchio ci consente di seguire lungo tutta la filiera i nostri agnelli. In questo modo da una parte tuteliamo il nostro lavoro e dall’altra garantiamo un prodotto dall’origine certa ai consumatori”.

L’Agnello di Sardegna Igp entra a far parte della prestigiosa Enciclopedia Treccani. Lo fa insieme alle altre eccellenze italiane a Indicazione Geografica nel nuovo Atlante Qualitavita di Treccani.
Di queste 46 sono sarde (prodotti DOP, IGP, STG e bevande spiritose IG tutelati e riconosciuti dall’UE) e tra questi appunto l’agnello sardo, il simbolo della gastronomia isolana.
E’ la prima volta che la Treccani (L’Istituto dell’Enciclopedia che compila e aggiorna la pubblicazione e diffusione della Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti) accoglie la cultura delle Indicazioni Geografiche e dei prodotti tipici italiani all’interno del corpus delle sue opere. Lo ha fatto pubblicando la decima edizione dell’Atlante Qualivita, il primo e unico volume a livello europeo dedicato alle produzioni certificate, realizzato da Fondazione Qualivita, in collaborazione con OriGIn Italia e Federdoc, “per affermare il ruolo delle filiere italiane di qualità come elemento della cultura nazionale, a fianco di un inestimabile valore economico per il Paese”.
Il volume è stato presentato nei giorni scorsi a Roma, alla presenza anche del ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova.
“Una grande soddisfazione vedere il nostro agnello sardo marchiato Igp e tutte le altre eccellenze nella prestigiosa enciclopedia – afferma il presidente del Consorzio di Tutela dell’agnello di Sardegna Igp (Contas) Battista Cualbu -. Questa è frutto dell’importanza e centralità che oggi ricopre nella nostra società l’agricoltura e l’agroalimentare. In particolare il cibo di qualità, buono e garantito, quello ad Indicazione Geografica tutelati e riconosciuti dall’UE. Oggi il consumatore è sempre più consapevole nella scelta del cibo da portare a tavola, attento all’origine e all’autenticità. Per questo sceglie quelli a marchio che stanno avendo sempre più successo e sono sempre più presenti nel carrello della spesa. Anche gli ultimi dati del mese scorso, di novembre, ci confermano che l’agnello marchiato Igp, l’unico garantito sardo, cresce nelle vendite e quindi nelle preferenze del consumatore”.
L’Atlante Qualivita contiene 860 schede prodotto, suddivise in tre sezioni: prodotti agroalimentari (299 schede – 10 per la Sardegna), prodotti vitivinicoli (526 schede – 33 della Sardegna) e bevande spiritose (35 schede realizzate in collaborazione con Assodistil – 3 della Sardegna), che descrivono dettagliatamente ognuna delle eccellenze italiane tutelate come Indicazione Geografica, attraverso informazioni su metodo di lavorazione, storia, normative, caratteristiche nutrizionali e organolettiche dei prodotti stessi.
“Un’altra vetrina per il nostro agnello e per il comparto agropastorale sardo – dice il direttore del Contas Alessandro Mazzette -. Il settore pastorale ha un ruolo centrale nei prodotti a Indicazione geografica riconosciuti dall’Unione Europea. Oltre all’agnello infatti ci sono i tre pecorini, Romano, Fiore sardo e Pecorino sardo, oltre ai Culurgionis d’Ogliastra, sempre espressione di questo mondo. Inoltre, come sottolineano correttamente da Fondazione Qualità vita, sono prodotti che hanno un ruolo culturale, oltre che ambientale e sociale, infatti, c’è una stretta connessione, con alcuni patrimoni immateriali dell’umanità dell’Unesco, espressione diretta del mondo pastorale sardo, come il Pastoralismo e la Transumanza, che ha ottenuto il riconoscimento la settimana scorsa”.

L’Agnello di Sardegna Igp, uno delle quattro filiere di qualità certificata promosse dal progetto Originum, sarà a Milis sabato prossimo, all’interno di una delle tappe del progetto stesso (inserita nella rassegna dei vini novelli di Sardegna), che vede il consorzio protagonista assieme al Consorzio del Carciofo Spinoso Dop, dell’Olio Extravergine di Oliva di Sardegna Dop e dello Zafferano di Sardegna Dop, in un’opera di promozione, e creazione di occasioni di sviluppo economico. Una partecipazione, quella del Contas, che segue quelle tenutesi a Porto Cervo e alla Fiera internazionale di Anuga 2019, a Colonia in Germania, attraverso le quali si è già potuto sperimentare quella che il Consorzio dell’Agnello di Sardegna ha definito “la chiave per dimostrare che uniti si può solo vincere – spiega il Presidente del Contas Battista Cualbu -, cosa non scontata per la nostra terra che dalla base di una solida collaborazione tra enti, soprattutto in questo caso, tra realtà produttive che raccontano interi territori, possono nascere importanti occasioni economiche”. A Milis, a partire dalle 10,30 a Palazzo Boyl, durante l’evento Originum, sarà l’occasione di discutere di “destinazione Sardegna”, mercati, marketing territoriale, per poi passare alle dimostrazioni in cucina e infine all’incontro con i portatori d’interesse (buyer, broker e giornalisti). “La strategia del Contas negli ultimi anni è stata anche quella di puntare a rafforzare l’idea che solo presentandoci al mondo possiamo arrivare ad avere migliori possibilità – spiega invece Alessandro Mazzette, direttore del Contas -. Abbiamo puntato molto sulle fiere e sui momenti di promozione, ma consideriamo ancora più importante il non essere soli in questo cammino e la partnership che si è creata all’interno di Originum ci da la possibilità di camminare assieme. Un segnale per i mercati esterni che incoraggia a puntare sui nostri prodotti”.

Al “MERCEDES-BENZ FASHION WEEK RUSSIA” PRESENTE ANCHE LA RETE “PASTORI DI OLLOLAI”

Il Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp esplora il mercato Caucasico, una delle più importanti potenze economiche mondiali.

Lo fa grazie alla rete di relazioni che il direttivo del Contas sta tessendo dal suo insediamento.

Questa volta con la società “Prodea Group” si è avuta l’opportunità di presentare l’eccellenza agroalimentare e le sue innovazioni in questo importante mercato all’interno della “Mercedes-Benz fashion week Russia” che si è tenuta la scorsa settimana a Mosca, dove oltre alla settimana della moda, grazie a “Prodea Group”, si sono programmate una serie di iniziative e occasioni di incontro con rappresentanti delle istituzioni, operatori economici specializzati e media.

Nel corso della “Mercedes-Benz fashion week” si sono tenuti incontri con operatori del settore turismo, imprenditori commerciali dell’artigianato e del mondo dell’Ho.Re.Ca.

E’ stata inoltre promossa una serata evento nell’ambasciata italiana a Mosca dove si sono incontrati i rappresentanti delle istituzioni della Regione Sardegna, gli imprenditori, i produttori e la comunità italiana a Mosca con degustazione dei prodotti tipici e dei territori dell’isola.

“Sono stati giorni importanti e proficui – commenta il presidente del Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp Battista Cualbu –. Abbiamo incontrato interesse verso i nostri prodotti e il nostro territorio. Un duplice obiettivo quindi che come Consorzio abbiamo cercato di trasmettere da una parte per l’avvio di rapporti commerciali per esportare l’agnello sardo marchiato Igp nei Paesi del Caucaso e dall’altra per promuovere il territorio sardo come meta turistica”.

“Abbiamo promosso – sottolinea il direttore del Consorzio Alessandro Mazzette – un prodotto esportabile (grazie alla shelf Life più lunga anche in Paesi lontani) di altissima qualità nato e allevato in Sardegna e nutrito con il solo latte materno da pecore che si alimentano con il pascolo. Un prodotto che oggi si presenta anche con nuovi tagli che valorizzano tutta la carcassa e vanno incontro alle nuove esigenze del consumatore”.

La manifestazione di Mosca è stata l’occasione per promuovere, la prima in ambito Internazionale, la filiera ovina a marchio “Ollolai”. Era presente infatti la rete “Pastori di Ollolai” e la cooperativa “Genuina” di Ploaghe, con il salamino ed il prosciutto di pecora: “una importante vetrina per un nuovo marchio, quello Ollolai – sottolinea il sindaco del paese barbaricino Efisio Arbau – che presenta una grande tradizione, quella pastorale, con prodotti di qualità e innovativi”.

Il Consorzio dell’Agnello di Sardegna Igp dal 5 ottobre e fino a domani mercoledì 9 ottobre è presente alla fiera di Anuga in Colonia, la maggiore e più importante rassegna mondiale dedicata al food and beverage.

E’ ospitato, insieme a tutte le eccellenze agroalimentari a marchio sarde, all’interno del progetto Insula, promosso dalla Regione congiuntamente al Cipnes.

La grande novità è la partecipazione dell’Agnello di Sardegna Igp unitamente alle altre filiere certificate regionali: Carciofo Spinoso di Sardegna Dop, dell’Olio Extravergine di Oliva di Sardegna Dop e dello Zafferano di Sardegna Dop, dando seguito alla campagna di promozione Originum, ideato dall’assessorato regionale all’Agricoltura attraverso l’agenzia Laore e il Cipnes Gallura.

“Stiamo dando continuità ad un progetto di collaborazione e promozione congiunta del nostro agroalimentare su cui crediamo – spiega il presidente del Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp Battista Cualbu -. Il nostro Consorzio è da anni che porta avanti questa politica che alla lunga paga. Non potevamo non farlo ad Anuga, la più grande vetrina internazionale dedicata all’agroalimentare,   una delle fiere più influenti ed attese a livello mondiale con circa 7.500 espositori e più 165 mila visitatori da 180 paesi. Un appuntamento fondamentale per buyer ed aziende che intendono consolidare rapporti commerciali, stringere nuove alleanze di business ed aprirsi ad un mercato sempre più dinamico. E’ una ottima occasione per valorizzare i nostri prodotti e promuovere le innovazioni che come Contas abbiamo messo in campo ad un pubblico selezionato e preparato”.

“Partecipare alla fiera di Colonia insieme alle altre DOP – afferma il direttore del Contas Alessandro Mazzette – significa mostrare che anche le aziende sarde sanno fare squadra e presentarsi al mercato nazionale ed estero all’interno di un’unica area promozionale dedicata alle eccellenze enogastronomiche dell’isola”.