C’era anche l’agnello di Sardegna Igp ieri (sabato) ad Alghero in occasione Rally Italia Sardegna con i suoi sapori e i profumi caratteristici. L’eccellenza sarda era presente nell’iniziativa collaterale del Rally Italia Sardegna, la “Città del Mirto”, progetto nato da un’idea di Mirtò insieme a numerose realtà del sistema produttivo agroalimentare, enologico e artigianale della Sardegna e che ha visto l’esibizione della cantante di Bolotana Maria Giovanna Cherchi.
Erano presenti artigiani, i produttori dell’agroalimentare e i produttori di mirto, ma ancbe degustazioni a cura dei molluschicoltori di Olbia, del Consorzio di tutela del Vermentino di Gallura Docg.
“Grazie all’associazione Mirtò – affermano dal Consorzio di tutela dell’Agnello di Sardegna Igp – siamo presenti anche all’interno di questa importante vetrina qual è il Rally Italia Sardegna. Condividiamo la filosofia di associare ad aventi nazionali ed internazionali, in questo caso sportivi, la promozione del nostro territorio con le eccellenze agroalimentari e artigiane. Un progetto di promozione, questo che stiamo portando avanti come Consorzio, che sta cominciando a dare i primi risultati come confermato dal recente dossier presentato da Ismea, secondo la quale c’è un incremento delle esportazioni di carni grazie alle produzioni certificate IGP, che grazie ai programmi di promozione e alle nuove tecnologie di packaging sono riuscite a raggiungere anche nuovi mercati”.

Gli allevatori sardi riceveranno 5.38 euro per ogni agnello marchiato Igp di Sardegna dal sostegno accoppiato. Si tratta di un aiuto cosiddetto diretto della comunità europea legato alla produzione.

Il totale del plafond è di 5,312,742.79 e viene diviso (in base al numero di agnelli) tra i tre agnelli Igp italiani: oltre il sardo c’è quello del Centro Italia e l’Abbacchio romano.

A fare la parte da leone è ancora una volta l’Igp di Sardegna al quale va il 75% del totale: 3.993.208 euro su 5.312.742. Questo perché su un totale di 987.428 agnelli marchiati Igp nel 2018, quelli di Sardegna sono 742.232.

“una boccata di ossigeno per gli allevatori e un premio per chi ha deciso di marchiare i propri agnelli con l’igp – commenta il presidente del Consorzio di tutela dell’agnello Igp Battista Cualbu -. Ancora una volta dimostriamo tra l’altro di essere virtuosi e di credere nella certificazione visto che pur contando nel 45% circa del patrimonio ovino italiano riusciamo ad avere il 75% del premio accoppiato”.

“La filiera è molto selettiva sulla qualità del prodotto – fa notare il direttore del Consorzio Alessandro Mazzette –, infatti su 750.495 agnelli macellati e dichiarati Igp ne sono stati certificati 742.232. Più di 8 mila non sono stati ritenuti idonei perché non rispettavano i parametri di qualità stabiliti dal disciplinare. Le aziende che certificano Igp stanno crescendo di anno in anno. Adesso ne contiamo 4378”.

Il sostegno accoppiato oltre agli agnelli certificati Igp è destinato anche alle agnelle da rimonta che fanno parte di greggi che aderiscono ai piani regionali di selezione per la resistenza alla scrapie.

In questo caso vanno 25.95 euro a 352218 agnelle per un totale di  9.139.718 euro.

Hamburger, tartare, polpette, panadas. L’agnello Igp di Sardegna, pur conservando il suo tradizionale sapore e qualità si rinnova e innova.

E la nuova veste piace al grande pubblico come dimostrato dalla fiera internazionale del Tuttofood di Milano dove lo stand del Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp (Contas) è stato preso d’assalto da buyer e potenziali clienti.

Quest’anno, per la prima volta, il Consorzio dell’Agnello IGP di Sardegna ha anche cucinato l’agnello grazie alla presenza della Cooperativa La Genuina di Ploaghe che insieme al Contas sta sperimentando i nuovi tagli, le nuove forme di conservazione, e i nuovi abbinamenti.

“I gusti dei consumatori sono vari per questo è fondamentale diversificare l’offerta – afferma il presidente del Contas Battista Cualbu -. Le fiere di successo come il Tuttoffod dove ti confronti con i buyer di tutto il mondo ti aiutano a capire le tendenze e migliorare la tua offerta. Oggi non basta più la qualità bisogna saperla comunicare, andare incontro alle nuove tendenze e allargare il mercato. Per questo stiamo sperimentando nuovi abbinamenti valorizzando tutta la carcassa e non solo le parti nobili”.

“Nel nostro stand – dice il direttore del Contas Alessandro Mazzette – abbiamo preparato e offerto circa 3500 assaggi. Molto apprezzati gli abbinamenti della tartare con il vermentino della cantina di Dorgali e dell’agnello con il carciofo spinoso Dop con il cannonau Deaddis di Sedini. Grande successo dei nuovi prodotti hamburger, polpette e panadas apprezzati soprattutto dai consumatori più giovani che in gran numero hanno visitato il nostro stand. I complimenti avuti dai consumatori sono il premio migliore per il nostro lavoro”.

Vetrina internazionale per l’agnello di Sardegna Igp che da lunedì 6 al 9 maggio sarà presente con un proprio stand alla fiera dell’agroalimentare di Milano Tuttofood.
Giunta alla sesta edizione, la biennale è l’unica manifestazione di settore, nel panorama fieristico italiano, con un respiro realmente internazionale che risponde sia alle esigenze delle aziende che guardano al mercato italiano che a quelle di chi punta all’esportazione.
Proprio all’ultima edizione, nel 2017, ci fu l’esordio del Consorzio dell’Agnello di Sardegna Igp ad una fiera. “E da quella data tante sono state le novità per la carne d’agnello che ha trovato da allora diversi modi di presentarsi oltre ai semplici tagli freschi con cui si propone nei banchi delle macellerie. – Spiega il direttore del Consorzio Alessandro Mazzette – al Tuttofood infatti saranno presentate al pubblico nuove possibilità di degustare il prodotto: dalla tartare di agnello, all’hamburger, alle panadas, alle polpette igp preparate con un’attenzione particolare all’uso di sole spezie e sapori regionali. Novità che potranno essere degustate all’interno dello stand”.
“Una strategia sulla quale stiamo puntando per dare nuove opportunità di mercato alla nostra eccellenza – commenta il presidente del Contas Battista Cualbu – che nonostante le ottime qualità organolettiche non trova ancora una giusta collocazione nei mercati e di conseguenza non garantisce una giusta remunerazione al pastore. Puntiamo a nuovi mercati, ed in particolare a quello Arabo dove ci sono ampi margini di crescita. Per questo abbiamo e stiamo continuando ad investire sulle ricerca per proporre l’agnello con nuovi tagli più piccoli e adatti alle nuove esigenze dei consumatori e per allungare la sua conservazione nel rispetto di tutte le sue qualità consentendo di arrivare a paesi lontani e destagionalizzare il suo consumo oggi concentrato in pochi mesi”.
“E’ un’occasione preziosa di promozione e valorizzazione del nostro prodotto a prestigiosi operatori del panorama nazionale e internazionale – spiega ancora il direttore del Contas Alessandro Mazzette – che ci permette di far conoscere non solo l’eccellenza delle nostre carni ma anche la storia e le tradizioni del nostro sistema di allevamento che sono fondamento della certificazione di qualità del nostro prodotto”.
Oltre all’esposizione in tutti i suoi tagli e la presentazione delle sue qualità, i tantissimi visitatori attesi in fiera avranno anche la possibilità di degustare l’agnello.

Avviso a tutti gli allevatori inseriti nel sistema dei controlli IGP Agnello di Sardegna  
A partire da oggi 27 Marzo 2019 è possibile consultare l’elenco degli Agnelli IGP di Sardegna macellati e certificati nell’annualità 2018.
Si invitano tutti gli allevatori a verificare quanto prima i dati relativi al numero di agnelli venduti e macellati nell’anno 2018.
Il 30 aprile l’ente di controllo IFCQ , trasmetterà ad Agea i dati relativi agli agnelli macellati e certificati, per questo motivo, è opportuno quindi verificare gli elenchi e comunicare tempestivamente eventuali errori agli uffici del Consorzio di Tutela entro e non oltre tale data.
Gli allevatori potranno verificare il proprio numero di agnelli entrando sul sito della www.ineq.it, entrando nella sezione “istruzioni e dati” e andando nella sezione dedicata all’agnello di Sardegna “rapporti periodici e continuativi” oppure cliccando il seguente link: .
Sarà inoltre possibile consultare gli elenchi attraverso il sito web del consorzio aprendo i seguenti link:
Nel rendiconto sono contenute tutte le giornate del 2018 con le singole vendite effettuate da ogni azienda. Scaricando l’elenco, sarà possibile quindi fare la ricerca con il proprio codice aziendale o con la propria partita iva.
“E’ necessario che ogni pastore verifichi quanto prima se il numero dei conferimenti della tabella IFCQ corrisponde ai dati in suo possesso – spiegano il presidente ed il direttore del Consorzio agnello di Sardegna Igp Battista Cualbu e Alessandro Mazzette -. Perché se ci sono difformità è necessario chiamare ai numeri 078570051 o 078570435 per correggere l’eventuale errore. I nostri uffici saranno a vostra disposizione per verificare ed apportare le modifiche richieste”.
Consorzio per la Tutela dell’IGP Agnello di Sardegna Via G. Maria Angioy 13 – 08015 – Macomer
Cell. 3341013034
Tel. 078570051
PIVA 01103340913

Il Consorio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp informa tutti gli operatori iscritti al sistema dei controlli della IGP Agnello di Sardegna, che all’interno della sezione dedicata agli allevatori presente sul sito web istituzionale agnellodisardegnaigp.eu/come-iscriversi/,  è disponibile la documentazione utile per effettuare le variazioni di titolarità dell’azienda ovvero la modulistica necessaria nei casi di cambio dell’intestazione societaria o del passaggio ad altri soggetti.

Si ricorda che come previsto dal Piano dei Controlli, che ogni variazione rispetto ai dati comunicati al momento dell’iscrizione al Consorzio di Tutela o al Sistema dei Controlli, quali consistenza gregge, aumento o diminuzione dei terreni adibiti all’allevamento, codice aziendale ASL devono essere comunicati entro 15 gg lavorativi (Piano dei Controlli pag 19- 4.4.7) dall’avvenuta variazione.

Gli uffici del Consorzio sono a disposizione per ogni chiarimento e assistenza al numero 078570435 e al numero 3451591345.

Per Natale gli italiani acquistano oltre un milione di agnelli da latte. La novità sta nella pezzatura. Solo il 10% arrivano, infatti, nelle case interi o mezzene. Il 90% raggiunge il consumatore finale in vaschette nei tagli coscia, spalla o carrè.

E’ quanto emerge da un’indagine del Consorzio di tutela dell’Agnello di Sardegna Igp e conferma la tendenza all’acquisto di porzioni più piccole, selezionate e pronte ad essere cucinate.

Dicembre è il mese in cui si consumano in assoluto più agnelli. In Italia in questo mese ne vengono macellati circa 1,5 milioni una piccola percentuale dei quali arrivano dall’estero. Il 66% di questi sono destinati al pranzo di Natale.

Del 1,5 miliioni di agnelli di dicembre, 305 mila sono marchiati Igp di Sardegna e di questi 200 mila sono destinati per Natale. Hanno un peso medio di 6 kg sono presenti nelle principali strutture organizzate della Penisola e soprattutto, oltre che in Sardegna (dove l’Igp rappresenta il 68% della filiera) anche in Lombardia, Toscana, Liguria, Lazio, Campania. Ed un 10% finisce anche in Spagna.

“Cambiano le abitudini ma non la tradizione di portare l’agnello a tavola per Natale, soprattutto in Sardegna, dove rimane il principe delle tavole di Natale – afferma il presidente del Consorzio dell’agnello Igp Battista Cualbu -. Ormai anche l’agnello risente delle nuove tendenze dei consumatori che preferiscono acquistare piccole quantità e pronte a cucinare. Per questo come Consorzio stiamo lavorando in questa direzione con diverse porzioni ma anche con il termizzato”.

“I sardi preferiscono comunque le carni buone, sicure e certificate – sottolinea il direttore del Contas Alessandro Mazzette – siamo la prima regione in Italia dove si consumano carni fresche Igp e Dop”. In Sardegna sono circa 4800 gli allevatori che certificano con il marchio Igp i propri agnelli per un valore alla produzione di 26,2 milioni di euro e di 38,6 al consumo.

Con uno sguardo all’attività finora svolta il Consorzio di Tutela dell’Agnello Igp di Sardegna fissa chiari i propri obiettivi facendo tesoro dei numeri legati alla crescita registrata dall’ente negli ultimi anni. Numeri in particolare snocciolati dai vertici del Consorzio all’ultima assemblea dei soci, che ha offerto ai partecipanti un quadro della situazione chiaro e con diverse novità. La prima è la ormai affermata e costante crescita del numero dei soci attestata a 4.358 nell’anno che sta per finire.

“Un risultato sperato ma che ancora dobbiamo migliorare, perché la forza dell’agnello di Sardegna è data dalla copertura totale della produzione sotto l’Igp” sottolinea il presidente del Contas Battista Cualbu. Numero che si rispecchia anche nella quantità di agnelli.

“L’anno scorso infatti c’è stata una leggera flessione del numero degli agnelli macellati, circa 73.2000 agnelli, rispetto al 2016 (752.000 capi) – spiega il direttore del Contas Alessandro Mazette -, ma questo è dovuto alle calamità naturali come la siccità, che ha messo a dura prova gli allevamenti e quindi anche la riproduzione”.

La provincia più produttiva si attesta quella di Sassari con ben 235mila agnelli certificati nel 2017 contro i 172mila del territorio cagliaritano e i 170mila della provincia di Nuoro, con Oristano ultima con 128mila.

Numeri che descrivono bene la ripartizione dei soci e delle aziende, concentrate nella maggior parte nel nord della Sardegna, che detiene anche il record per la media dei capi macellati in ogni azienda (182).

La produzione è concentrata nel mese di dicembre, quando per le festività natalizie si ha la maggiore richiesta, scemando via via nei primi mesi dell’anno fino a Pasqua.
Il prezzo dell’agnello pagato al pastore infatti, secondo le rilevazioni Ismea nel periodo di maggiore richiesta e offerta del 2017, è arrivato a toccare i 4,06 euro/kg nel 2017 per poi scendere nel periodo immediatamente successivo a poco meno di 3 euro/kg.

“Su questo stiamo lavorando molto, puntando a destagionalizzare la presenza dell’agnello e allargare il perimetro del mercato anche perché oggi l’Italia è fanalino di coda in Europa nei consumi di carne ovina con soli 2,5 grammi a persona” spiega Battista Cualbu.

Intanto si studiano i nuovi mercati, si promuove l’agnello Igp nelle fiere internazionali anche perché il dato oggettivo è quello della crescita della richiesta extra Europa.

“Nel 2017 l’export del mercato ovicaprino in Europa ha registrato un incremento del 25% – dice Mazzette -. Questo grazie ad un aumento delle esportazioni verso Emirati Arabi (dove l’anno scorso l’Italia ha inviato per la prima volta importanti volumi), Israele e Libia, anche se a livello mondiale il principale importatore resta la Cina (+18%)”.

Le soluzioni sono tante, e tutte necessitano della collaborazione di produttori e trasformatori. In particolare grazie a questi ultimi è stato possibile studiare una nuova presentazione delle carni con porzionature diverse, più adatte alle esigenze dei consumatori. Anche sulla conservazione sono stati fatti dei passi avanti non solo con il congelamento, ma anche con la termizzazione e adesso il sott’olio. Infine è fondamentale la promozione.

“In questo 2018 sono state tante le tappe promozionali per il nostro prodotto che ci ha visto confrontarci con i mercati di tutto il mondo alle principali fiere internazionali – continua invece Cualbu -. Negli Emirati Arabi al The Speciality Food Festival, in Olanda alla Fiera del pastoralismo, a Milano al TuttoFood, e a Parma con Cibus. Assieme alla partecipazione come partner di importanti giornate di studio promosse dai principali enti che si occupano di agroalimentare possiamo dire che tanto è stato fatto e tanto resta da fare”.

Intanto il Consorzio sta predisponendo il ricettario con tutte le varianti culinarie dove l’agnello Igp è valorizzato assieme alle eccellenze culinarie della Sardegna.