Una platea di 82 mila visitatori, la maggior parte dei quali provenienti da solide realtà economiche internazionali. Sono questi i  numeri del Cibus 2018, che ha dato la possibilità al Contas di prendere contatti in particolare con il mondo Arabo, Finlandia, Belgio e Spagna. Fatto che ha dato visibilità e prestigio all’agnello sardo marchiato Igp alla fiera internazionale che si è tenuta la settimana scorsa a Parma. Un evento a cui hanno partecipato ben 1300 prodotti agroalimentari italiani. Una piattaforma di presentazione all’estero quindi, ma anche un’occasione di confronto con le realtà produttive italiane. A tracciare il bilancio della partecipazione del Contas, sono il presidente e il direttore del Consorzio Battista Cualbu e Alessandro Mazzette. Dopo Tuttofood lo scorso anno a Milano, Cibus è stata la seconda fiera internazionale a cui ha preso parte il Consorzio.“Una scelta che ci sta ripagando, e che, confermando i nostri obiettivi, ci ha reso visibili a una fetta di mercato ancora scoperta – afferma il presidente del Contas Battista Cualbu – . Obiettivi raggiunti che vanno di pari passo anche con lo studio delle nuove porzionature, con le quali presentiamo la carne d’agnello, volte proprio a soddisfare le nuove esigenze del mercato (tagli più piccoli e a lunga conservazione). Grazie a questo anche al Cibus abbiamo dimostrato di essere pronti. Stiamo allargando le nostre proposte e il mercato sta rispondendo positivamente. Molto positivi sono stati infatti i riscontri per l’agnello termizzato, quello precotto e confezionato sottovuoto che oltre ad una conservazione più lunga permette ad una fascia molto più ampia di preparare e gustare la nostra eccellenza, perché con 20 minuti di forno tutti possono prepararlo conservando tutte le caratteristiche originarie.  Anche il porzionato piace. Questo significa mercato anche per gli agnelli che pesano dai 10/13 kg, figli di incroci tra pecore sarde e arieti da carne come da disciplinare”.Ottimi riscontri ci sono stati dai contatti presi con i rappresentanti della piattaforma on line Alibabà, ma non solo. Si potrebbe aprire una finestra verso il mondo sud orientale, interessato ad avere prodotti Halal e Kasher (certificazioni religiose, che garantiscono il rispetto dei precetti islamici o ebraici durante la macellazione e la lavorazione delle carni), quindi soprattutto per il mercato arabo ma vale anche che per quello nazionale. Particolare è stato l’incontro con i responsabili di alcune piattaforme cinesi con sede in Italia che hanno già espresso interesse a proporre il prodotto per le comunità presenti in Italia ed eventualmente presentarlo al mercato in Cina.“Altro aspetto fondamentale che ha fatto breccia nella curiosità dei buyer, è il fatto che si tratta di carne di agnelli che si nutrono con il latte di pecore che pascolano, allevate quindi eticamente secondo il benessere animale – evidenzia il direttore del Contas Alessandro Mazzette -. Il legame con il territorio è fondamentale. Nelle fiere non presentiamo una semplice carne ma un territorio, una storia”.